Hack omofobia: organizziamoci

Hack omofobia è nato da un piccolissimo episodio, una manciata di giorni fa.

Un post nel blog Solferino 28 (progetto del Corriere della Sera) ha raccolto e pubblicato la testimonianza di un ragazzo aggredito nel centro di Milano perché gay. Ne sono susseguiti diversi commenti, sia nel blog che in Facebook, sotto al relativo status della Pagina Solferino 28.

Alcuni di questi commenti contenevano espliciti messaggi di odio, di quelli che, nello specifico, si possono classificare come omofobi (una definizione di “Omofobia” è su Wikipedia).

Questo era il primo intervento presente sulla Pagina Facebook, quella mattina.

Screenshot Facebook "Solferino 28"

Non è la prima volta che in rete si leggono commenti di questo tenore.

Spesso chi dovrebbe avere il controllo della moderazione sui contenuti è distratto, o non reputa grave un commento di questo genere. Invece grave lo è, eccome.

In Italia, il Paese dell’Unione Europea identificato come quello col maggior tasso di omofobia sociale, politica e istituzionale (leggetevi questo documento), bisogna cambiare il passo sul fronte del rispetto e della tutela dei diritti, anche per le persone GLBT. La politica, su questo, è generalmente vigliacca.

Il passo lo si cambia iniziando da gesti concreti, anche dal non tollerare battute sceme come questa che avete appena letto. La rete e i social media in questo possono essere il migliore alleato.

La redazione ha rimosso il commento in breve tempo

In questo caso è bastato un passaparola fra i miei contatti in rete un sabato mattina e, dopo poco, la redazione/il community manager di Solferino 28 ha rimosso il commento. Poi ci siamo dedicati a richiedere moderazione anche nei commenti del blog, e poi ancora nei commenti a un post presente sul Fatto Quotidiano.

Non c’è voluto molto. Coordinamento e rapida attenzione. Il commento è stato rimosso da una redazione più solerte di altre. Ma di esempi simili abbiamo letto in tanti. Ci siamo stancati di leggerli.

Perché non organizzarci e farlo sempre più frequentemente e su scala sempre maggiore?

Hack omofobia è, quindi, uno spazio dove segnalare questo genere di iniziative, dove fare massa critica contro chi calpesta il rispetto e la dignità delle persone GLBT online (e offline), dove raccogliere spunti e idee per rendere questo Paese meno vecchio. E meno ingiusto. Partendo dal quotidiano che viviamo in rete.

Ci siamo stancati di leggervi.

hackomofobia@gmail.com

Alessio, Antonella, ecc.

17 Luglio 2012 ·

Cosa

L'Italia è il Paese dell'Unione Europea col maggior tasso di omofobia sociale, politica e istituzionale. Hack omofobia. Segnalazioni, campagne e idee: hackomofobia@gmail.com.

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